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Il corpo fisico e il primo chakra: il sostegno…

Giu 18, 2010 Nancy 0 3_Ben-Essere Lab , , , , , ,

Il nostro corpo è la parte visibile, la nostra energia “densa”. E’ il primo corpo, cui è connesso il proprio centro di energia. I chakra sono i centri o vortici energetici. Il chakra del corpo fisico è il muladhara. Questo è il primo chakra, ed è interamente collegato al corpo fisico. Esso ha un doppio potenziale: quello naturale che ci è dato con la nascita; quello che si può conseguire con la meditazione. Il potenziale naturale è il bisogno sessuale del corpo fisico. Cosa può fare dunque colui che ricerca la propria crescita spirituale, attraverso il sentiero interiore? Cosa può fare il ricercatore rispetto a questo bisogno fondamentale? Ebbene, l’altra possibilità è il brahmacharya, la castità, conseguibile attraverso la meditazione. Il sesso è la possibilità naturale, mentre il brahmacharya è la sua trasformazione. Più la mente si focalizza e si aggrappa al desiderio sessuale, più sarà difficile raggiungere il suo potenziale finale, implicito nel brahmacharya. Questo vuol dire che noi possiamo usare la situazione fornitaci dalla natura in due modi: vivere nella condizione in cui la natura ci ha posto, ma in quel caso il processo di crescita spirituale non può cominciare; oppure trasformare questo stato di cose. Il rischio da evitare è iniziare a “lottare” contro il nostro centro naturale. La repressione del bisogno sessuale è un ostacolo sul sentiero della meditazione: è l’ostacolo del primo chakra. Con la repressione non può accadere alcuna trasformazione. Qual’è dunque la soluzione? La comprensione. Quando inizi a comprendere il sesso, accade una trasformazione interna. In che modo? Dentro di te sono presenti tutti gli elementi della natura, ciechi e inconsapevoli; se ne diventi consapevole, ecco che avviene la trasformazione. La consapevolezza è l’alchimia in grado di cambiare e trasformare quegli elementi. Se una persona diventa consapevole del proprio desiderio sessuale – con la totalità del proprio sentire e della propria comprensione – dentro di sé, al posto del sesso, comincerà ad affiorare il brahmacharya. E per lavorare sulle potenzialità degli altri centri, occorre raggiungere il brahmacharya nel primo corpo. (Osho, La Natura dell’Invisibile, NSC, 2005, pp. 11-13)

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