5_Benessere nelle relazioni

Nancy Perin > Blog Nancy Perin > 5_Benessere nelle relazioni > Per fare un manager ci vuole un fiore…

Per fare un manager ci vuole un fiore…

Set 2, 2014 Nancy 3 5_Benessere nelle relazioni ,

Per fare un manager ci vuole un fiore” è il titolo del libro di Niccolò Branca, della famiglia Branca, sì proprio quella… Grazie alla mia amica Valeria Zacconi, bravissima grafologa, che ho sentito per un saluto prima delle vacanze, ho saputo dell’esperienza di questo imprenditore e ne sono stata entusiasta, portando con me in vacanza il libro.

Prima della crisi dell’Argentina della fine degli anni novanta Niccolò Branca iniziò il suo “viaggio di dentro” attirato dalle discipline capaci di avere un approccio integrato. Nel suo percorso si è avvicinato al Centro di Terapia Strategica di Arezzo, fondato da Giorgio Nardone e Paul Watzlawick, alla medicina olistica, alla meditazione e alla Psicosintesi, un metodo ideato dallo psicologo fiorentino Roberto Assagioli, fino all’esperienza a Bali.

Questo percorso non lo portò ad abbandonare la propria azienda, bensì a trasformarla secondo nuovi parametri, cercando un equilibrio tra vita privata e business che includesse la sua nuova consapevolezza. Iniziando a considerare la sua azienda F.lli Branca come un organismo olistico, ma possiamo chiamarlo anche comunità, ha affrontato le vicende della Fratelli Branca Destilerias in Argentina, nel periodo della bancarotta del 2001, comprendendo a fondo sia l’organizzazione dell’azienda sia le persone, riorganizzando l’attività secondo una visione integrata.

Può esistere dunque un’economia della consapevolezza?

E’ possibile organizzare l’azienda secondo un modello che sia diverso dallo spinto materialismo, carico di cinismo, spietato e solo apparentemente etico?

Ogni giorno imprenditori e managers devono prendere delle decisioni, compiere delle scelte. Ma questo viene fatto “abitualmente” in modo razionale. Occorre uscire dall’abitudine del “pensiero lineare” e scegliere quello “circolare”, per operare degli effettivi cambiamenti.

Cosa significa? Uscire dallo schema mentale del “si è sempre fatto così…la regola dice questo…il testo dell’università affermava quest’altro…“. La mappa non è mai il territorio e i territori mutano continuamente d’aspetto oltre ad essere diversi fra loro. L’esperienza della consapevolezza implica un autentico dimorare con l’essenza di sè, è uno strumento interiore disponibile a tutti ancorato alla realtà, al “qui ed ora”.

Per cambiare occorre avere una mente elastica ed aperta, perchè così soltanto si evita di rimanere arenati nelle pastoie del pensiero lineare e schematico. Vorrei riportarti un passaggio molto bello sullo scegliere, a pagina 63 del libro:

Di fronte alla necessità di compiere una scelta, spesso andiamo in tilt. Perchè scegliere significa perdere qualcosa per andare incontro all’ignoto. Così, gran parte delle volte, invece di accogliere con entusiasmo ciò che è nuovo e sconosciuto, focalizziamo la nostra attenzione solo su ciò che, con tutta probabilità, perderemo. E questo, di fatto, ci rende incapaci di compiere una scelta… La scelta quindi nasce da una tensione interna. Perchè per fare una cosa dobbiamo necessariamente abbandonarne un’altra.  E il più delle volte non sappiamo come muoverci, nè verso cosa dirigerci. Di solito ci affidiamo alla nostra razionalità, al pensiero. Bisogna, invece, imparare a sentire nel profondo di noi stessi, al di là della logica razionale, qual è la cosa più giusta da fare. La scelta dovrebbe essere sentita con la totalità del proprio essere, non solo a livello intellettivo, ponendo un’estrema attenzione alla direzione che intendiamo seguire. Poi, quando dentro di noi percepiamo che è quella la cosa giusta da fare, dobbiamo aderire alla nostra scelta, senza stare tanto a rimuginarci su.

Poche persone hanno, in effetti, la forza di prendere la vita nelle proprie mani, con tutto il senso di responsabilità che ciò richiede. Non incolpano niente e nessuno delle loro scelte o di quel che accade nelle loro esistenze, perchè sono consapevoli di esserne i veri fautori. Vivono in una stasi perfetta di cuore, intelligenza e coraggio, perchè hanno lavorato instancabilmente per liberarsi da tutti i condizionamenti e da tutti i conformismi. Sono dei veri e propri rivoluzionari della coscienza e fanno paura…, perchè vivono nella libertà, non sono manipolabili, non sono condizionabili, non cercano sicurezza in niente e in nessuno. Da loro sgorga grande fiducia, poichè vivono appieno e in sintonia con il Flusso.”

Se qualcuno ti dice che sei “pericoloso”, e non sei un killer, prendilo come un grande complimento, significa che ci sono parti della sua coscienza che finalmente iniziano ad emergere, così quelle responsabili del torpore della sua coscienza si sentono minacciate, hanno paura; significa che confrontarsi con te lo pone finalmente in ascolto di quelle parti soffocate, di quelle potenzialità che lo spaventano, perchè potrebbero far sbocciare la sua vita come un bellissimo fiore di consapevolezza. E il fiore della consapevolezza ti mostra tutti i suoi petali e questo richiede coraggio, perchè non ti permette più di vivere negli alibi, nel conformismo, nei condizionamenti, nel desiderio del controllo, permettendoti di essere autenticamente te stesso, libero e di offrire questo a chi si relaziona con te…

 

Buona lettura:

Niccolò Branca, Per fare un manager ci vuole un fiore. Come la meditazione ha cambiato me e l’azienda, Mondadori, Milano, 2013.

 

 

C’è un bellissimo libro di Piero Ferrucci, Crescere, Ed. Astrolabio, che offre numerosi esercizi per esplorare se stessi secondo la metodologia della Psicosintesi di Assagioli.

 

Diventa anche tu “e-motion“, una forma di contagio positivo:

  • condividi questo post su FacebookTwitter, Linkedin con  un click qui sotto!
  • lascia un commento alla fine del post!

Nancy

Sono Nancy Perin una coach specializzata in tematiche aziendali, quali gestione delle relazioni, comunicazione, conflitti. Esperta di tecniche di rilassamento e body work. Aiuto le Imprese di Famiglia e le Persone a creare armonia nelle relazioni e nel raggiungere i risultati, affinché non vivano più in modo conflittuale, frustrante e inappagato ma possano costruire autentiche relazioni di fiducia, garantendo continuità all'Azienda e per le Persone al proprio progetto di vita. Imprese memorabili: Sono figlia di un ex prete; cresciuta a stretto contatto con ragazzi diversamente abili e borderline. Sopravvissuta alle scarpe da punta per la danza classica. Sono madre di un figlio. Allenata dalla vita ad essere resiliente. Il mio mantra: "La vita come un viaggio che esprime chi scegli di essere. Diventa anche tu "e-motion", una forma di contagio positivo!" In un mondo dove "fa notizia" solo la vulnerabilità, la sfida è ricordare che essa ci appartiene come compagna del coraggio e che esiste un mondo di persone che ogni giorno danno valore positivo all'esistenza, alle relazioni, al loro fare quotidiano nonostante le difficoltà! Questo è il vero scoop!

Commenti (2)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scroll to Top