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Le tre skill fondamentali da subito: integrazione, resilienza e digitale.

Giu 7, 2015 Nancy 0 5_Benessere nelle relazioni , , , , , , , ,

Il 5 e 6 giugno 2015 ho partecipato al Congresso Nazionale AIDP, (la sigla sta ad indicare Associazione Italiana Direttori del Personale), presso la Gran Guardia a Verona.  Oltre 600 persone tra professionisti del mondo delle Risorse Umane, sponsor e ospiti di spessore e pregnanza di contenuti. Solo per citarne alcuni: Roger Abravanel, Riccardo Donadon, Roberto Bonzio, Tomaso Rodriguez e altri ancora. Un’intervista all’economista Jeremy Rifkin, Presidente della Foundation on Economic Trends, la Fondazione che studia gli impatti economici, ambientali e sociali delle nuove tecnologie nell’epoca dell’economia globale. Il regista Francesco Pinto, scrittore del romanzo La strada dritta, in cui la costruzione di quella striscia di asfalto lunga 755 chilometri, a partire dal 19 maggio del 1956, l’Autostrada del Sole, diviene il racconto dell’intreccio di otto anni di vite di uomini e donne che testimoniano di come un tempo siano state fatte imprese impossibili. C’è di più: testimoniano di come con pochissime risorse ma una grande volontà ed un sogno comune, sia stato possibile superare i limiti del lavoro tradizionale del tempo integrandoli con scelte all’epoca innovative!

“Anche se molto è stato preso, molto aspetta; e anche se noi non siamo ora quella forza che in giorni antichi mosse terra e cieli, ciò che siamo, siamo; un’eguale indole di eroici cuori, indeboliti dal tempo e dal fato, ma forti nella volontà di combattere, cercare, trovare, e di non cedere”. Alfred Tennyson

Non si può fare finta che non sia in atto un grandissimo cambiamento sociale, una sorta di terza rivoluzione industriale. I nativi digitali non si accorgono di questo, loro vivono tutto questo come la loro normalità, in questo i ventenni sono fortunati. E’ a partire dalla mia generazione andando all’indietro che ci si trova a dover fare i conti non solo con la trasformazione economica partita nel settembre 2008, ma anche con i cambiamenti economici e sociali che le nuove tecnologie stanno generando.

Quelli della mia generazione sono partiti a progettare la loro vita in un momento in cui il mercato del lavoro offriva ancora stabilità e visibilità progettuale nel tempo, per ritrovarsi da adulti, con responsabilità familiari, dentro la morsa dell’incertezza e nella difficoltà di fare progetti anche solo a medio termine. Conosco tutto questo per esperienza diretta.

Cosa fare quindi per riuscire a stare sull’onda del cambiamento? Provo a darti alcuni spunti.

#1 – Integrazione.

Contrapporre il concetto di lavoro del passato, tradizionale, con le sue regole, le sue professioni, le sue conoscenze, alla necessità odierna di lavorare sulla propria occupabilità, in un mercato che cancella vecchie professioni inventandone delle nuove, è un errore che rischia di cristallizzare una conflittualità ed un’assenza di progresso. Come è possibile “reinventarsi” un nuovo percorso lavorativo, anche a 50 anni? Una possibilità può essere integrare le proprie competenze con le nuove identità professionali e la nuova ricerca di senso/professioni che il mercato richiede. Ma non si può essere soli in questo. Tutti gli attori sociali sono chiamati a lavorare in tal senso. Le nuove tecnologie modificano i confini sociali, geografici, economici, culturali, dobbiamo quindi essere pronti ad accogliere la nuova cultura digitale, che porta con sè come processo quello di una nuova alfabetizzazione, pensiamo ad esempio a come vengono scritte le parole negli sms, a tutte le abbreviazioni.

Un altro aspetto che va integrato in quest’era di incertezza è dare un nuovo significato, ossia valore, alla caduta, per essere più espliciti alla parola “fallimento”. La nostra tradizione tinge ancora di negatività il senso legato al fallimento. Tuttavia la capacità di stare nel cambiamento richiede proprio la capacità di vedere nel fallimento un’esperienza di valore. Comprendere che i contrattempi e gli insuccessi sono esperienze di apprendimento significa integrarle come parte importante del successo.

“Quello che non vediamo, quello che la maggior parte di noi non sospetta esistere è il silenzioso ma irresistibile potere che viene in soccorso di coloro che affrontano la sconfitta”. Napoleon Hill

Durante il congresso, Tomaso Rodriguez manager di Uber Italia, (e quello che sta accadendo oggi con Uber è proprio l’esempio della cristallizzazione delle posizioni in un conflitto tra tradizione e innovazione), ha usato una sigla per indicare uno degli asset di Uber: PURE, che sta per Problem solver, Uberness, Role fit, Entrepreneurship.

Prendendoli come spunto e calandoli in un’idea di asset per fare una strategia personale di cambiamento, potremmo dire che ciascuno di noi è chiamato ad allenarsi per essere:

Problem solver. Se la vita si svolge attraverso l’esperienza di risoluzione dei problemi, quando una soluzione è sbagliata c’è l’errore, la caduta, il fallimento, e si aprono nuovi problemi e, soprattutto, la possibilità di cercare nuove soluzioni, che a loro volta possono essere corrette o sbagliate. Dunque, riallacciandomi al senso del fallimento, in questa ottica, fallire significa solo aver fatto esperienza di una soluzione inadatta, dunque aver imparato ciò che non funziona e poter seguire nuove opzioni disponibili.

Unafraid. Riprendersi il coraggio di sperare nel proprio futuro, di farcela a prescindere. Le montagne russe da me attraversate in questi ultimi anni, mi hanno portata a questo semplice pensiero, che ripeto a me stessa, davanti ad una grande difficoltà: “Se ci devo passare attraverso, almeno mi prendo la libertà di scegliere come passarci!”. Così inizio ad attivarmi nella ricerca delle possibili soluzioni, attraverso le domande: Cosa posso fare? Come posso fare per raggiungerlo? Chi può supportarmi nel realizzare ciò che voglio? Perchè voglio farlo? Entro quando voglio realizzato questo? Come posso stare bene insieme alle mie emozioni? Qual è la mia priorità?

Role Fit. Questo asset si ricollega al concetto di occupabilità e risponde alle domande: come posso fare per diventare il migliore giocatore della mia vita? Come posso riallineare i miei obiettivi professionali e personali all’interno del cambiamento? Quali scelte ho a disposizione? Fino a che punto sono disposto a cambiare la mia vita? Cosa sono disposto a cambiare della mia vita? In quali aree di competenze ho bisogno di lavorare? Occorre riallineare il proprio marketing interno prima di operare i cambiamenti all’esterno. Tenendo presente che lo scopo di ciascuno di noi è solo uno: evolvere essendo la migliore espressione di se stesso.

Entrepreneurship. Oggi ci è richiesto di avere la capacità di sviluppare, organizzare e gestire il cambiamento, assumendoci il rischio di compiere scelte sbagliate e fallire, come per gli imprenditori. Essere imprenditori di noi stessi significa saper attingere alle nostre risorse interiori ed essere capaci di capitalizzarle ottimizzando il dispendio di energie al fine di produrre per noi una qualità di vita migliore, sulla base dei nostri valori. Come per gli imprenditori, quali player della nostra vita ci è richiesto l’allenamento ad essere aperti all’innovazione e al rischio. L’economia globale in cui siamo immersi ci richiede di ragionare in termini di “ecosistema”, siamo insieme, pertanto vanno ricercate integrazione e comunicazione in un processo di scambio continuo.

#2 – Resilienza.

Quanto detto fin qui si ricollega al concetto di resilienza. In un mondo digitale la soglia della sofferenza si è abbassata, la regola del “tutto subito”, la velocità nel fruire delle cose, ci ha fatto perdere il valore di “saper resistere” nel tempo, come gli atleti nelle loro prove migliori, come gli uomini e le donne coinvolti nella costruzione della strada dritta, come le madri che partoriscono. Occorre l’allenamento a fare patti con se stessi, ogni giorno, rispetto all’accettazione della sofferenza in una continua negoziazione della sua misura. “Mi piego ma non mollo” è un impegno, un processo di lavoro interno continuo di fronte alle situazioni della vita. Insieme al recupero della “leggerezza” attraverso l’autoironia, la condivisione, la gratitudine a prescindere. Il punto di equilibrio è dinamico e cambia in base alle circostanze che viviamo.

#3 – Digitale.

E’ richiesta la capacità di utilizzare le nuove tecnologie, la capacità di trasformare il senso della cultura tradizionale in un nuovo senso al passo con i tempi, capace di generare valore e di rimanere connessi ai confini ormai allargati del mondo: persone che si possono raggiungere in tutto il mondo, robotizzazione, domotica avanzata, realtà aumentata, stampa 3D, e-commerce, ecc…

Una storia interessante a conclusione.

 I progressi di Abramo Lincoln

Andò in bancarotta a 31 anni.

Fu sconfitto in un’elezione legislativa a 32.

Fallì di nuovo in affari a 34.

Superò la morte della sua amata a 35.

Ebbe un esaurimento nervoso a 36.

Perse le elezioni a 38. Perse una sfida elettorale al Congresso a 43. Ne perse un’altra a 46. Ne perse un’altra a 48. Perse un’elezione a senatore a 48. Ne perse un’altra a 55.

Fallì nel tentativo di diventare vice- presidente a 56.

Perse un’elezione a senatore a 58.

A 60 anni Abramo Lincoln fu eletto Presidente degli Stati Uniti d’America.

 

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Nancy

Sono Nancy Perin una coach specializzata in tematiche aziendali, quali gestione delle relazioni, comunicazione, conflitti. Esperta di tecniche di rilassamento e body work. Aiuto le Imprese di Famiglia e le Persone a creare armonia nelle relazioni e nel raggiungere i risultati, affinché non vivano più in modo conflittuale, frustrante e inappagato ma possano costruire autentiche relazioni di fiducia, garantendo continuità all'Azienda e per le Persone al proprio progetto di vita. Imprese memorabili: Sono figlia di un ex prete; cresciuta a stretto contatto con ragazzi diversamente abili e borderline. Sopravvissuta alle scarpe da punta per la danza classica. Sono madre di un figlio. Allenata dalla vita ad essere resiliente. Il mio mantra: "La vita come un viaggio che esprime chi scegli di essere. Diventa anche tu "e-motion", una forma di contagio positivo!" In un mondo dove "fa notizia" solo la vulnerabilità, la sfida è ricordare che essa ci appartiene come compagna del coraggio e che esiste un mondo di persone che ogni giorno danno valore positivo all'esistenza, alle relazioni, al loro fare quotidiano nonostante le difficoltà! Questo è il vero scoop!

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