3_Ben-Essere Lab

Nancy Perin > Blog Nancy Perin > 3_Ben-Essere Lab > Dall’apprendere allo sperimentare: essere consapevoli come stile di vita

Dall’apprendere allo sperimentare: essere consapevoli come stile di vita

Apr 18, 2010 Nancy 0 3_Ben-Essere Lab , , , , ,

Nella nostra vita la cosa su cui ci alleniamo di più è l’apprendimento, la conoscenza di nozioni; esiste altresì una conoscenza che richiede presenza, sperimentazione, che necessita del risveglio e che è conoscenza dell’essere.

L’apprendimento e il risveglio sono cose alquanto diverse. Per apprendere è sufficiente la memoria; non è richiesta alcuna conoscenza. La conoscenza può essere di qualcun’altro – puoi apprenderla. Così funziona la nostra istruzione. L’apprendimento non ti richiede di sperimentare. Tra il sonno e l’erudizione non c’è alcun conflitto; sono profondamente correlati. Ma tra il sonno e la vera conoscenza esiste un’opposizione estrema: in quanto la vera conoscenza implica che non resti alcuna inconsapevolezza, solo un perfetto risveglio. Noi viviamo le nostre vite sonnecchiando; camminiamo, siamo seduti, lavoriamo nel sonno, inconsapevoli di ciò che stiamo facendo. Affamati, ci immergiamo in un buon pasto. Dobbiamo lavorare per cui passiamo la giornata in ufficio e la sera torniamo a casa. Ma tutte queste attività, e le molte altre che facciamo, sono tutte portate avanti grazie alla forza dell’abitudine; non occorre essere svegli, si tratta di routine da automa.

Essere addormentati significa vivere una vita in cui la consapevolezza non ha alcuna parte. Fai qualcosa ma la mente è altrove. Cammini per strada, il tuo corpo è lì che cammina, ma la tua mente sta conversando animatamente con tua moglie o tuo marito, oppure è già arrivata in ufficio, prima ancora del tuo corpo; sta già organizzando la giornata, e tu stai ancora camminando. La mente da una parte e il corpo dall’altra è la caratteristica di una mancanza di consapevolezza. La mente che accompagna il corpo è la caratteristica della consapevolezza.

Tu sei qui che mi ascolti. In questi momenti, se il tuo ascolto è totale, e la tua mente non vaga più altrove, allorchè resta solo la lettura, tu sperimenti la consapevolezza. E per la prima volta scopri cos’è la meditazione. Meditazione significa essere nel momento, non abbandonare questo momento. Qualcuno chiese al Buddha: “Come dobbiamo meditare?” Il Buddha rispose: “Qualsiasi cosa facciate, fatela con consapevolezza; questa è meditazione. Camminando, camminate con attenzione, come se il camminare fosse tutto; mangiando, mangiate con consapevolezza, come se non esistesse null’altro; alzandovi, alzatevi con consapevolezza; sedendovi, sedete con consapevolezza. Tutte le vostre azioni diventano consapevoli, la vostra mente non fluttua più oltre questo istante, resta nel presente, si assesta nel presente – questo è meditazione.”

La meditazione non è una pratica disgiunta dalle azioni quotidiane. La meditazione non è altro che il nome per definire una vita vissuta con consapevolezza. La meditazione non è una pratica che dura un’ora, durante la quale state seduti…e arrivederci al giorno dopo! Niente affatto, se ventitrè ore sono prive di meditazione e solo un’ora è dedicata alla meditazione, allora la non- meditazione vincerà. Allo stesso modo, come si può essere sani per un’ora se si è malati ventitrè ore al giorno? Salute e malattia sono il risultato di un flusso interno. Se sei sano ventitrè ore al giorno, lo sarai per tutte e ventiquattro le ore, perchè questo flusso interno non può spezzarsi all’improvviso, solo per un’ora. La corrente che scorre in te continua a fluire. Nulla può esplodere all’improvviso se non faceva parte di un flusso interno.

La meditazione è come un filo che unisce tra loro i fiori di una ghirlanda. La meditazione è uno stile di vita, non un’azione. Si è meditativi in tutto ciò che si fa, se il filo corre attraverso ciascuno dei fiori, solo allora si crea una ghirlanda. Il filo non è neppure visibile, è nascosto sotto i fiori. Nè è visibile il meditatore; egli è presente, ma è nascosto sotto tutte le azioni che accadono attraverso di lui, è il testimone. Un individuo si risveglia il giorno in cui inizia a vivere con meditazione. Finchè vive senza consapevolezza, dorme. Chi non dorme? Colui che agisce con consapevolezza.

Esiste un solo fenomeno che non possa essere manipolato, plagiato, annientato, mercificato da nessuno: il risveglio interiore, la coscienza interiore. La consapevolezza è il nome dato alla natura del nostro cuore spirituale, al nostro centro più intimo, all’essenza della nostra anima, chiamala come meglio credi. La consapevolezza sorge dall’interno, non viene dall’esterno, ecco perchè non ci può essere sottratta. Insegnare implica usare le parole per descriverti qualcosa che non conosci. Risvegliarsi significa attraversare un processo grazie al quale tu puoi diventare ciò che ancora non sei: un essere totale e consapevole. Un esempio: se sei seduto in riva a un fiume e io ti parlo del nuoto, le tue informazioni aumenteranno. Se io ti spingo nel fiume, imparerai a nuotare. Colui che vuole fare di te un nuotatore, non ha altra scelta che spingerti nel fiume. Allora inizierai a muovere braccia  e gambe, e con questi movimenti scomposti inizierai a nuotare. Insegnare è mettere un’esca, il risveglio è l’amo. Farà male, complicherà la tua vita. Metterà fine alla vita, così come tu la conosci, ma segnerà la nascita di una nuova vita. Vivere consapevolmente è una rinascita.

La via della consapevolezza è la via dell’esperienza, della ricerca. Se metti in gioco tutto ciò che sai per ciò che non sai ancora, allora divieni un ricercatore, uno sperimentatore. Questo è mantenere “lo stupore infantile”. Il mondo che ti circonda ti spinge ad essere sensato e ragionevole, ti spinge a pensare che è meglio tenersi stretto ciò che si ha, anzichè rischiare di perderlo per cercare qualcosa di più in un incerto futuro, nel quale non sappiamo se guadagneremo qualcosa.

Ma il ricercatore mette in gioco tutto ciò che ha, per ciò che non ha; rischia il reale per il possibile ed è un viaggio pericoloso dove l’unico sentiero è la consapevolezza, la quale è il filo del rasoio, perchè essa accade per un istante, e l’attimo successivo si è di nuovo inconsapevoli. Per questo è importante restare nel presente, perchè esso è il tempo della consapevolezza, è il qui-ed-ora e la propria vita si costruisce inanellando il susseguirsi di ADESSO.

Certo, la consapevolezza, il risveglio, sono cose ardue, ma ne vale la pena se paragonati a ciò che si ottiene. Chiunque abbia realizzato il proprio essere, ha dichiarato che ciò che si fa non è nulla, mentre ciò che si ottiene è tutto. Ecco perchè parlano della realizzazione come di un dono: non lo si può conseguire con uno sforzo, non c’è paragone rispetto a ciò che si fa. E’ come fare un lavoro che vale un dollaro e ricevere in cambio miliardi di dollari. Non si è fatto nulla e si è ricevuto tutto. Non sembra esserci nessuna relazione di causa-effetto tra il lavoro e il compenso; per questo si parla di un dono. Non lo si è conseguito con uno sforzo, ci è stato donato per grazia.

La grandezza non risiede nella cosa che viene fatta. La grandezza sta nella consapevolezza che è dentro di te, mentre stai facendo qualcosa. La vita consiste di piccole cose. Quando comprendi questo, qualsiasi cosa tu faccia – lavorare, cucinare, pulire, stare con gli amici, stare con i tuoi figli, stare con il tuo compagno…tutte queste cose diventano grandi se tu sei nel centro del cuore, nella consapevolezza, nella totalità dell’essere. Allora tu sei a 100 e tutto è incredibilmente grande. Se sei nella mente, sei nel tuo ego ed esso andrà avanti a dirti quanto questo e quell’altro non sono alla tua altezza!

La pienezza è vivere la vita ordinaria in modo così attento, così colmo di consapevolezza, così pieno di luce, che tutto diventa luminoso. Concentrati su questo viaggio. E’ diventato possibile per me; può diventare possibile per te. Non correre dietro all’ego. Ama la vita, abbi fiducia nella vita, e la vita ti darà tutto ciò di cui hai bisogno. La vita diventerà per te un’estasi, una benedizione.

Tratto da: Osho Meditazione, Motivazione & Management, pag. 151 e segg.

 

Diventa anche tu “e-motion“, una forma di contagio positivo:

  • condividi questo post su FacebookTwitter, Linkedin con  un click qui sotto!
  • lascia un commento alla fine del post!

 

Nancy

Sono Nancy Perin una coach specializzata in tematiche aziendali, quali gestione delle relazioni, comunicazione, conflitti. Esperta di tecniche di rilassamento e body work. Aiuto le Imprese di Famiglia e le Persone a creare armonia nelle relazioni e nel raggiungere i risultati, affinché non vivano più in modo conflittuale, frustrante e inappagato ma possano costruire autentiche relazioni di fiducia, garantendo continuità all'Azienda e per le Persone al proprio progetto di vita. Imprese memorabili: Sono figlia di un ex prete; cresciuta a stretto contatto con ragazzi diversamente abili e borderline. Sopravvissuta alle scarpe da punta per la danza classica. Sono madre di un figlio. Allenata dalla vita ad essere resiliente. Il mio mantra: "La vita come un viaggio che esprime chi scegli di essere. Diventa anche tu "e-motion", una forma di contagio positivo!" In un mondo dove "fa notizia" solo la vulnerabilità, la sfida è ricordare che essa ci appartiene come compagna del coraggio e che esiste un mondo di persone che ogni giorno danno valore positivo all'esistenza, alle relazioni, al loro fare quotidiano nonostante le difficoltà! Questo è il vero scoop!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scroll to Top